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domenica 23 maggio 2010

Vito Boggeri,Street Art



L'Artista, le Opere

Vito Boggeri, pittore affermato e poliedrico performer, nasce a Serravalle Scrivia nel 1939. Appassionatosi al disegno sin dall'età della scuola dell'obbligo ed avvicinandosi da autodidatta, per diletto e per passione, alla conoscenza delle tecniche degli strumenti dell'arte figurativa, inizia la propria avventura artistica nel 1953, poco meno che quindicenne, presentando con successo alcuni suoi lavori alla Biennale dell'Antoniano, a Bologna. Questo il primo, vero contatto con il mondo dell'Arte. Successiva, importante tappa nella crescita artistica ed umana di Boggeri è l'incontro con il Maestro Mario Calandri, pittore torinese, docente dell'Accademia Albertina, tra i più apprezzati incisori italiani del XX Secolo. Con il passare degli anni, nei momenti di tempo rubati all'impegnativo lavoro di esercente, Boggeri ha proseguito con profitto nella sua personale attività di ricerca. Negli anni Settanta sperimenta nuove espressioni, dal videotape, alla fotografia, alla sabbia. Alla soglia degli anni Ottanta, Boggeri ritorna alla pittura, ad una "street art" fatta di vernici su cartone, su legno e materiali poveri e di recupero. Oggi, Boggeri vanta una carriera trentennale e conta numerose mostre personali e di gruppo, nonché esposizioni in permanenza, in Italia ed all'estero, presso gallerie d'arte pubbliche, private, e centri culturali, da Torino, a Milano, Genova, e Bologna, da Parigi, a New York, Montreal, San Paolo e Tokio. Sposato, con due figli, attualmente vive e lavora spostandosi tra la casa-studio in Val Borbera e l'abitazione di Sanremo.


15 maggio 6 giugno 2010 Vito Boggeri Espone


L'Associazione Amici dell'Arte di Serravalle Scrivia, l'Amministrazione Comunale di Serravalle Scrivia e la Fondazione Cassa di Risparmio di Torino sono lieti di presentare la mostra d'arte "Di Tutto è di Più", personale del pittore e performer Vito Boggeri, allestita dal 15 maggio al 6 giugno, nei locali ristrutturati dello storico Palazzo Grillo, di Via Berthoud 52. Nei locali in fase di riqualificazione del recuperato seicentesco Palazzo Grillo, storico edificio del centro storico di Serravalle, sono esposte complessivamente 33 titoli, tra opere su legno, cartone, e piccole installazioni, selezionati dalla recente produzione artistica del pittore serravallese che torna ad esporre nella natia Serravalle dopo ben 23 anni dall'ultima mostra. Dipinti realizzati con tecniche diverse, dai tratti e dai colori decisi, vivaci, vitali, stesi su supporti in cartone, legno, materiali "poveri" o di riciclo, ed oggetti di uso comune riletti dall'occhio bizzarro di Boggeri, sono proposti al visitatore in un percorso articolato lungo un susseguirsi di stanze al piano primo, sui muri delle quali è possibile ritrovare tra i segni e le ferite lasciate dal tempo e dall'incuria, le tracce del nobile passato di Palazzo Grillo. Un contesto curiosamente eterogeneo di suggestivo, di sicuro impatto. L'evento intende infatti rappresentare un ulteriore "tassello" nell'azione di riqualificazione e rivitalizzazione del centro storico di Serravalle, portata avanti dall'Amministrazione Comunale.

La mostra è organizzata dall'Associazione Amici dell'Arte, in collaborazione con il Comune di Serravalle Scrivia, la Biblioteca Comunale "Roberto Allegri" e il contributo economico della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino. Nelle opere esposte, Boggeri si racconta e racconta, con intensità, creatività, e sottile, disincantata, irriverente, divertita ironia, di emozioni forti, di storie tragiche, dei paradossi dell'uomo e della natura umana, della guerra, dell'amore, della morte, dell'amicizia, degli angoli nascosti ed oscuri della quotidianità, delle contraddizioni della società contemporanea, della vita "segreta" degli oggetti.

Orario di apertura

Dal 15 maggio al 6 giugno 2010

Mercoledì, Giovedì, Venerdì 17.00 - 19.00

Sabato e Domenica 16.00 - 19.00

lunedì 10 maggio 2010

Keith Haring


Biografia

Nasce a Reading, in Pennsylvania, primo e unico maschio dei quattro figli di Allen e Joan, mostra una precoce predilezione per il disegno incoraggiata dal padre, disegnatore di fumetti e cartoni animati. Furono proprio i personaggi dei fumetti come quelli di Walt Disney, del Dottor Seuss e altri eroi delle animazioni televisive a esercitare su di lui un'influenza duratura. È proprio in questo periodo, infatti, che Haring decide di fare dell'arte stilizzata la sua ragione di vita.
Al termine del liceo, Keith si iscrive all' Ivy School of professional art di Pittsburgh e in seguito alla scuola di commercial-art. Ben presto, però, capisce che quella non è la sua strada e abbandona la scuola.



Nel 1976 Keith si mette a girare tutto il paese in autostop, conoscendo molti artisti. Si reca a San Francisco, dove con la frequentazione della Castro Sreet inizia a manifestare il proprio orientamento omosessuale. Alla fine torna a Pittsburgh e si iscrive all'Università; per mantenersi lavora come cameriere alla mensa di un'industria. Dopodiché trova un impiego presso un locale che espone oggetti d'arte. Qui allestisce la sua prima mostra personale di disegni.
Importante per la sua evoluzione futura è una retrospettiva dedicata a Pierre Alechinsky, organizzata nel 1977 dal Museum of art di Pittsburgh.
Nel 1978 espone le sue nuove creazioni al Pittsburgh Center for the arts, poi va a New York ed entra alla School of Visual Art. Mentre lavora il suo interesse personale lo avvicina ai lavori di Jean Dubuffet, Stuart Davis, Jackson Pollock, Paul Klee e Mark Tobey. È questo il periodo in cui esplode la popolarità di Haring: inizia a realizzare graffiti soprattutto nelle stazioni della metropolitana e la sua pop-art viene grandemente apprezzata dai giovani, tanto che i suoi lavori verranno spesso rubati dalla loro collocazione originaria e venduti a musei. Per la sua attività -illegale- di graffitaro viene più volte arrestato.
Nel 1980 partecipa insieme ad Andy Warhol alla rassegna artistica Terrae Motus in favore dei bambini terremotati dell'Irpinia. Occupa inoltre un palazzo in Times Square realizzando la mostra Times Square Show. Allestisce in seguito molte altre mostre finché la Tony Shafrazi Gallery non diventa la sua galleria personale.
Nel 1983 espone a San Paolo del Brasile, a Londra e a Tokyo.
Nel 1984 va a Bologna invitato da Francesca Alinovi per esporre nella mostra Arte di Frontiera.
Nel 1985, a Milano, dipinge una murata nel negozio Fiorucci. Elio Fiorucci, in un'intervista al mensile Stilearte, racconta così quella esperienza: Invitai Haring a Milano, stregato dalla sua capacità di elevare l'estemporaneità ai gradini più alti dell'arte. Egli diede corpo ad un happening no stop, lavorando per un giorno e una notte. I suoi segni "invasero" ogni cosa, le pareti ma anche i mobili del negozio, che avevamo svuotato quasi completamente. Fu un evento indimenticabile. Io feci portare un tavolone, fiaschi di vino, bicchieri. La gente entrava a vedere Keith dipingere, si fermava a bere e a chiacchierare. Ventiquattr'ore di flusso continuo; e poi i giornali, le televisioni... In seguito, i murales sono stati strappati e venduti all'asta dalla galleria parigina Binoche. (Intervista di Stilearte a Elio Fiorucci)
Nel 1986 apre a New York il suo primo Pop Shop, ovvero un negozio dove è possibile comprare gadget con le sue opere e vedere gratuitamente l'artista al lavoro. In questo anno, inoltre, va a Berlino e dipinge sul tristemente noto muro della città dei bambini che si tengono per mano. In seguito si reca nel ghetto di Harlem dove dipinge su una grande murata sulla East Harlem Drive le parole: Crack is wack (ovvero Il crack è una porcheria). Collabora spesso con Angel Ortiz.
Nel 1987 va a Parigi e decora una parte dell'Hospital Necker.

Nel 1988 apre un Pop Shop a Tokyo. In quell'occasione l'artista afferma: Nella mia vita ho fatto un sacco di cose, ho guadagnato un sacco di soldi e mi sono divertito molto. Ma ho anche vissuto a New York negli anni del culmine della promiscuità sessuale. Se non prenderò l'Aids io, non lo prenderà nessuno. Nei mesi successivi dichiara, in un'intervista a Rolling Stone di essere affetto dal virus dell'HIV. Di lì a poco fonda la Keith Haring Foundation a favore dei bambini malati di AIDS. Nel 1989, vicino alla chiesa di Sant'Antonio abate di Pisa, esegue la sua ultima opera pubblica, un grande murales intitolato Tuttomondo e dedicato alla pace universale.
Il 16 febbraio 1990, Haring muore a 31 anni di Aids. Nonostante la sua morte prematura, l'immaginario di Haring è diventato un linguaggio visuale universalmente riconosciuto del XX secolo, meritando, tra le altre innumerevoli esposizioni, una mostra alla triennale di Milano conclusasi nel Gennaio 2006.
Opere di Haring in Italia

Graffiti sullo zoccolo del Palazzo delle Esposizioni a Roma (1982) - cancellato nel 1992 per "ripulire" il palazzo in occasione della visita di Michail Gorbaciov.
Graffito di 6 x 2 metri realizzato nella metropolitana di Roma, linea A, tratto Flaminio-Lepanto, sulle pareti trasparenti del ponte sul Tevere - cancellato nel 2001.
Interni del negozio Fiorucci a Milano (1985) - i murales in seguito sono stati strappati e venduti all'asta dalla galleria parigina Binoche.
Tuttomondo a Pisa, sulla parete esterna della Chiesa di Sant'Antonio Abate (1989) attualmente - 2009 - in ottimo stato di conservazione.
Due disegni a pennarello raffiguranti un surfista in una grande onda. Milano, collezione privata.

mercoledì 5 maggio 2010

GUERRILLA ART

Guerrilla art è un movimento street art che emerge dalle scene di New York e di Los Angeles si evolve dal graffitismo, e da allora si è sparso attorno al mondo ed è integrato con le realtà di molti paesi in cui è già presente il writing. è una forma di strreet art che utilizza un approccio più attivo, aggressivo ed è indirizzato a riconvertire il concetto di spazi pubblici. Fa molto riferimento ai principi del movimento dei graffiti originari, infatti molti statunitensi definiscono la guerilla art con "post graffitismo".

La Guerrilla art si diferenzia da molte forme d'arte, infatti non ha confini tra l'immagine ed il suo ambiente in cui viene a collocarsi. mentre un dipinto tradizionale può essere spostato da galleria a galleria senza il significato o la credibilità artistica del prodotto d'arte, la street art è un movimento ambientale, la superficie sulla quale viene applicata è fondamentale al significato stesso dell'opera. senza le dinamiche della società moderna, la guerrilla art è ridotta ad "arte fine a se stessa" e sarebbe definita come per "quello che è" più che per "quello che fà".

Il prodotto della guerrilla art è focalizzato sulla causa e sul effetto, non l'opera meteriale in sè stessa. Mira a produrre una reazione nelle menti delle persone che vivono all'interno del contesto ambientale alterato. Non è necessariamente mirante a produrre arte che sià significativa in sè stessa.

Guerrilla artists

I Guerilla artists si indirizzano verso una filosofia di pittura continua che si evolve con il proprio lavoro, aggiungendo ogni volta elementi che vengono cancellati dai servizi urbani igienici e di pulizia dei muri, o da chi combatte contro i loro spazi. L'arte su tela non è generalmente considerata Guerrilla art. Anche se molti Guerrilla artist producono arte "tappezzata", e non considerano che essa sià ugualmente significativa. Questo ha influenzato il mondo dell'arte ad introdurre elementi di guerrilla art style al suo interno, ma sono più comprensivi e finalizzati. Pochi artisti tradizionali creèrebero arte intenzionalmente significando la sua serializzazione per prodotti di massa, che sarebbe in opposizione ai propri ideali. Molti Guerrilla artist mirano a sabotare il "branding" (logo + marketing) per la propria pubblicità e identità, talvolta con ovvi riferimenti al logo stesso. Ciò può essere ritrovato con D*Face che smititizza la firma di Walt Disney.

Alcuni guerilla artists sono anti-capitalisti, altri indossano solo prodotti della Nike (converse all star???). non è un movimento che mira a dare supporto od a opporsi al condizionamento del branding. è la sua diretta risposta ad esso,


Movimento artistico.

i movimenti artistici sono anche essi coinvolti. Questo movimento è una controbattuta al incrementante potere ed importanza del logo all'interno della vita di ogni giorno. Movimenti urbani più svilluppati, integrano tanto il branding quanto la guerrilla art al suo interno. Ciò non è una coincidenza.

La più importante tecnica svilluppata del movimento street art e il movente della "guerrilla" tag è l'addozione di tecniche di "guerrilla marketing" su metodi artistici tradizionali. L'uso dei metodi di guerrilla marketing è quello di creare "pubblicità artistica", ha visto l'evolizione dell'artista da individuo a vero e proprio brand.

Banksy


Banksy (Bristol, 1974 o 1975) è un artista inglese.

È uno dei maggiori esponenti della street art. Si sa di lui che è cresciuto a Bristol ma la sua vera identità è tenuta nascosta. Le sue opere sono spesso a sfondo satirico e riguardano argomenti come la politica, la cultura e l'etica. La tecnica che preferisce per i suoi lavori di guerrilla art è da sempre lo stencil, che proprio con Banksy è arrivato a riscuotere un successo sempre maggiore presso street artists di tutto il mondo. I suoi stencil hanno cominciato ad apparire proprio a Bristol, poi a Londra, in particolare nelle zone a nordest, e a seguire nelle maggiori capitali europee, notevolmente non solo sui muri delle strade, ma anche nei posti più impensati come le gabbie dello zoo di Barcellona. Nonostante la recente fama mondiale, e le notevoli quotazioni delle sue opere, Banksy continua a rimanere fuori dallo starsystem e a preferire la sua arte in mezzo alla gente comune.

Carriera

Banksy iniziò la sua carriera di artista alla fine degli anni ottanta nella crew "Bristol's DryBreadZ" (DBZ), firmandosi Kato e Tes. Nel 1998 organizzò l'enorme raduno di graffitari Walls On Fire, insieme all'amico di Bristol e leggenda dei graffiti Inkie. Il lungo weekend di eventi, richiamò artisti da tutto il Regno Unito e da tutt'Europa, e quest'organizzazione dell'evento pose il suo nome nello starsystem dei graffiti europeo.
Gli stencil di Banksy sono caratterizzati da immagini singolari ed umoristiche, a volte accompagnate da slogan. Il messaggio di solito è contro la guerra, anti-capitalistico, anti-istituzionale e a favore della pace. I soggetti sono animali come scimmie e ratti, ma anche poliziotti, soldati, bambini e anziani. Fa anche adesivi e sculture, come la famosa "cabina telefonica assassinata".

Opere celebri

Una delle caratteristiche che ha reso famoso Banksy è la sua abilità di entrare nei musei più importanti del mondo e appendere delle sue opere tra le altre già presenti. Spesso passano giorni prima che qualcuno si accorga dell'intrusione. I suoi temi preferiti in questi casi, sono quadri dipinti in perfetto stile settecentesco, con l'aggiunta di alcuni particolari completamente anacronistici (nobili del Settecento con bombolette spray, dame di corte con maschere antigas, ecc.).
Ha sparso Londra con stencil di topi, i famosi "rat": curiosamente anagrammando questa parola si ottiene "art". Per sua stessa ammissione, si tratta di una coincidenza. Il soggetto dei topi è stato scelto in quanto odiati, cacciati e perseguitati, eppure capaci di mettere in ginocchio intere civiltà. "Se sei piccolo, insignificante e poco amato allora i topi sono il modello da seguire definitivo con un cetriolo". *Banksy, Wall and Piece, Century, 2006.

Uno dei suoi più famosi murales, quello con gli attori di Pulp Fiction che stringono banane anziché pistole, è stato recentemente rimosso: il suo valore stimato si aggirava intorno ai 400 mila euro.
Nell'agosto del 2005 Banksy ha realizzato dei murales sulla barriera di separazione israeliana, costruito dal governo israeliano nei territori occupati della Cisgiordania (soprattutto a Betlemme, Ramallah e Abu Dis), combinando varie tecniche. Le caratteristiche di questi murales sono veri e propri squarci nel muro (realizzati con la tecnica del trompe l'oeil) che permettono di "vedere" cosa c'è dall'altra parte, di solito paesaggi tropicali, bambini che giocano, spiagge.
Nel settembre 2006 Banksy fa circolare in 48 negozi sparsi in tutto il Regno Unito, delle copie parodia dell'album Paris di Paris Hilton. Oltre a presentare delle versioni modificate sia nel titolo che nella musica delle canzoni della starlet, nell'album si possono vedere delle immagini che ridicolizzano la Hilton (in una il suo volto è sostituito da quello del suo cane).
Brad Pitt ha detto di Banksy: "Fa tutto questo e resta anonimo. Penso che questo sia fantastico. Nei nostri giorni tutti tentano di essere famosi. Ma lui ha l'anonimato.
«Alcune persone diventano dei poliziotti perché vogliono far diventare il mondo un posto migliore. Alcune diventano vandali perché vogliono far diventare il mondo un posto migliore da vedere». Banksy. Exsistencilism, 2002.

domenica 18 aprile 2010

Street Art-Stile Figurativo





Lo stile figurativo è forse lo stile che rispecchia più esplicitamente la personalità del writer. Capita spesso di incontrare pezzi affiancati da puppet o personaggi noti (figure manga, personaggi di cartoni animati ecc). Forse è scorretto raggruppare tutto ciò in un solo stile, ma non si può fare altrimenti, visto che ogni artista è diverso dagli altri. Anche in questo caso ogni writer va alla ricerca di uno stile personale e soprattutto della perfezione nei minimi dettagli di ciò che rappresenta.

Street Art-Corrente Europea







# Corrente Europea:

Bozzetto in stile corrente europea Questo stile si sviluppa in Europa e fa scuola soprattutto a Parigi, a Londra e a Monaco. È molto curato nei dettagli ed è ricco di sfumature, di colori, di tridimensionalità accentuati. Le lettere sono arricchite da numerosi dettagli, dai loop che si intrecciano e da numerosi interventi.

Street Art- Stili-Stile Eclettico,Stile Tridimensionale,Stile Dinamico Morbido,Stile del Mascheramento,Messiah Style,Roc Style

# Computer Roc Style:

Lo stile è stato inventato da Case 2 (New York). Le lettere vengono divese in tante parti, ognuna delle quali prende una diversa direzione rendendo difficile la lettura.

# Messiah Style:

Questo stile crea l'effetto originale di lettere scritte su fogli che si sovrappongono. È uno stile aggressivo ma più morbido del Computer Roc Style. Lo stile è stato inventato da Vulcan (New York).

# Stile del Mascheramento:

Stile inventato da Spyder 7. Si interviene sul pezzo coprendo i loop e alcune parti delle lettere.

# Stile Dinamico morbido:

Questo stile è caratterizzato dallo stesso dinamismo degli stili precedenti, ma le lettere appaiono più arrotondate e design meno forti. Le lettere sono comunque poco leggibili. Questo stile è molto seguito e subisce molte variazioni

Stile tridimensionale:

Questo stile, molto particolare e differente dagli altri, consiste in lettere e disegni che sembrano uscire dal muro, o danno l'impressione che il muro stesso sia profondo, grazie a una cura molto scrupolosa della colorazione e dei particolari: inclinazioni, ombre, profondità, ecc..
Due writers molto famosi che seguono questo stile sono Loomit e Daim. Dando uno sguardo ai loro pezzi capirete immediatamente cosa s'intende per stile 3D!

Stile Eclettico:

Il punto di arrivo di ogni writer: l'eclettismo. Il writer ha ormai molta esperienza, raggiunge i livelli del suo stesso maestro ed elabora uno stile personale che rispecchia la sua stessa personalità. Non si può partire con questo stile: non esistono regole precise e spesso occorrono anni di esperienza prima di raggiungerlo. Arrivati a questo stile si continua a fare esperienza, così lo stile stesso si evolve e diventa sempre più personale e passa sempre meno inosservato.

Throw Up-Street Art


Lo stile

Dello stile si potrebbe parlare per ore, ma arriviamo subito alla sostanza: lo stile è qualcosa che si crea col tempo. Qualcosa che forse farà parlare di noi o che non ci farà passare inosservati. In ogni disciplina dell'hip hop, un b-boy va alla ricerca dello stile personale, ma abbiamo un esempio visibile soprattutto nel writing.
In genere chi inizia a fare writing sceglie un "maestro" o entra in una crew, ne segue lo stile e col tempo lo elabora fino a creare lo stile personale. È molto difficile che esistano due stili identici: quando creiamo un pezzo, che noi lo vogliamo o no, questo rispecchia la nostra personalità, le nostre emozioni, i nostri stati d'animo ecc, quindi uno stile o peggio ancora, un pezzo copiato, può essere solo opera di un sucker. Rimarrà solo un pezzo, magari bello da vedere, ma vuoto, senza sostanza.

Classificazione

Dato che ognuno di noi elabora uno stile personale, classificare gli stili non risulta facile. È facile fare una classificazione generale (throw up, stili dinamici ecc...) ma per fare una classificazione precisa occorre conoscere gli stili fino in fondo, mentre a volte, non è possibile quando ci si trova davanti a uno stile molto personale (eclettico).
Facciamo ora una classificazione molto generale degli stili più conosciuti.
Per alcuni degli stili non ho ancora trovato una foto adatta. Se trovate sul web qualcosa, fatemi sapere!

THROW UP

I throw-up sono quei pezzi eseguiti molto velocemente. Il tratto è tondeggiante, l'interno può essere vuoto o riempito in modo grossolano con un solo colore (in genere bianco o argento). Throw-Up - Mek + Raxo (13F), Terralba (OR) Spesso l'outline viene fatta in un'unica passata, ovvero, senza smettere di spruzzare il colore finchè non è stata finita. Qualche rara volta vendono fatti anche dei piccoli 3D. Il throw up è lo stile per eccellenza dei bombers. Questi non badano alla qualità dei pezzi, ma mirano a eseguirne il più possibile e spesso in posti in bella vista e/o difficili da raggiungere con lo scopo di far conoscere il proprio nome il più possibile e di avere la soddisfazione di avervi lasciato un proprio segno. I bombers spesso hanno un nome cortissimo, perché più veloce da scrivere, oppure scrivono nel pezzo solo la prima e l'ultima lettera della tag. Vi sono anche writers comuni che saltuariamente si dedicano anche a questo tipo di lavoro, altri invece vanno contro, perché più dediti allo studio dello stile con cui lavorano. I throw-up, dopo le tag, sono i lavori che maggiormente infastidiscono la gente comune. Lo stile è nato a New York ed è diventato famoso grazie al newyorkese IN. Il suo nome deriva dal verbo inglese to threw up che significa vomitare, abbandonare, far emergere, costruire in fretta. Non occorre molta fantasia per comprendere l'associazione.

Bomb Style-Street Art


Lo stile

Dello stile si potrebbe parlare per ore, ma arriviamo subito alla sostanza: lo stile è qualcosa che si crea col tempo. Qualcosa che forse farà parlare di noi o che non ci farà passare inosservati. In ogni disciplina dell'hip hop, un b-boy va alla ricerca dello stile personale, ma abbiamo un esempio visibile soprattutto nel writing.
In genere chi inizia a fare writing sceglie un "maestro" o entra in una crew, ne segue lo stile e col tempo lo elabora fino a creare lo stile personale. È molto difficile che esistano due stili identici: quando creiamo un pezzo, che noi lo vogliamo o no, questo rispecchia la nostra personalità, le nostre emozioni, i nostri stati d'animo ecc, quindi uno stile o peggio ancora, un pezzo copiato, può essere solo opera di un sucker. Rimarrà solo un pezzo, magari bello da vedere, ma vuoto, senza sostanza.

Classificazione

Dato che ognuno di noi elabora uno stile personale, classificare gli stili non risulta facile. È facile fare una classificazione generale (throw up, stili dinamici ecc...) ma per fare una classificazione precisa occorre conoscere gli stili fino in fondo, mentre a volte, non è possibile quando ci si trova davanti a uno stile molto personale (eclettico).
Facciamo ora una classificazione molto generale degli stili più conosciuti.
Per alcuni degli stili non ho ancora trovato una foto adatta. Se trovate sul web qualcosa, fatemi sapere!

* Logo:

Pezzo logo I pezzi logo sono quei pezzi leggibili.
Possono essere realizzati con qualunque stile, l'importante è che le lettere siano riconoscibili. Vengono realizzati spesso quando si vuole realizzare un pezzo di grandi dimensioni, ma semplice (specie quando c'è poco tempo a disposizione) oppure per segnare la nascita di una crew (una sorta di presentazione!) o anche da affiancare a pezzi più complicati.

Wild Style ( Writing) Street Art



Il wild style o wildstyle è una forma complessa ed intricata di graffiti writing. Collegato alla sua complessità, spesso c'è una certa difficoltà ad interpretarlo per chi non ha familiarità con il genere.

Questo stile incorpora lettere intrecciate e sovrapposte, forme indipendenti e associazioni con frecce, picche ed altri elementi decorativi che dipendono dalla tecnica utilizzata. Le numerose componenti di questo stile lo rendono difficile da riprodurre omogeneamente, tale riproduzione omogenea è uno degli obiettivi e delle maggiori sfide dell'artista, nell'intento di concepire uno stile proprio. Le realizzazioni in wildstyle sono conosciute anche come "burner", ovvero calde come il fuoco, e usualmente sono utilizzate dall'artista più che altro per dimostrare le proprie capacità artistiche, piuttosto che per rappresentare un messaggio politico o sociale.Per realizzare un wild style bisogna inanzitutto partire dalla tipica forma iniziale del writing,il "lettering" che si forma con la costruzione delle lettere scelte.

venerdì 16 aprile 2010

Street Art

Street art (in italiano Arte di strada) è il nome dato dai mass-media a quelle forme di arte che si manifestino in luoghi pubblici, spesso illegalmente, nelle tecniche più disparate: spray, sticker art, stencil, proiezioni video, sculture ecc. La sostanziale differenza tra la street art e i graffiti si riscontra nella tecnica non per forza vincolati all'uso di vernice spray e al soggetto non obbligatoriamente legato allo studio della lettera, mentre il punto di incontro che spesso fa omologare le due discipline rimane il luogo e alle volte alcune modalità di esecuzione, oltre all'origine mass-mediatica della terminologia (originariamente semplicemente Writing).

Ogni artista che pratica street art ha le proprie motivazioni personali, che possono essere molto varie. Alcuni la praticano come forma di sovversione, di critica o come tentativo di abolire la proprietà privata, rivendicando le strade e le piazze; altri più semplicemente vedono le città come un posto in cui poter esporre le proprie creazioni e in cui esprimere la propria arte. La street art offre infatti la possibilità di avere un pubblico vastissimo, spesso molto maggiore di quello di una tradizionale galleria d'arte.


Movimento street art in Italia


A tre decenni dalla sua comparsa il fenomeno socio-culturale del graffitismo urbano ha ormai guadagnato, tramite le sue influenze sulle arti visive, una rilevanza unica sul panorama della creatività contemporanea. I graffiti influenzano la grafica pubblicitaria, le campagne di marketing, il gusto di migliaia di persone. Intorno al 2000, tra Inghilterra, Spagna e Italia, si assiste a qualcosa di nuovo e differente per le strade; numerosi creativi (artisti, fotografi, poeti, writer) abbrandonano l'etnocentricità del movimento del writing e, proponendo lavori su poster, stencil o vernice traducono la loro esigenza d'espressione in una tensione costante verso la comunicazione di massa e la partecipazione del pubblico al senso dei propri interventi.

Banksy, attivo già a Londra nei primi anni del 2000, ha estrapolato e diffuso più di chiunque il concetto di street Art: decorazioni a spray immediatamente traducibili e trasversali rispetto alla società che comunicano tematiche sociali quali la necessità di libertà d'espressione, il pacifismo, la brutalità della repressione poliziesca, la conformità della morale a regole di sola facciata, l'antiproibizionismo e il rispetto della libertà sessuale e di coscienza.

Questo tipo di arte discende direttamente dalla Pop Art e dalla Graffiti Art, ponendosi però in un nuovo panorama a cavallo tra comunità sociale e mondo dell'arte, verso chi più propriamente artista propone i suoi lavori o chi, diversamente, utilizza la strada come luogo ribalta e vettore comunicativo.

Più approfonditamente la scena italiana ha saputo imporsi a livello europeo sin dai primi anni del duemila, con due scuole a emergere più di altre, riconducibili ora a Milano, ora a Bologna. La prima tra le due si concentra su una massificazione degli interventi per intercettare un pubblico il più vasto possibile, con decorazioni di piccola e media grandezza, sempre in grave contrasto con la municipalità e il governo della città. La seconda ha sviluppato invece uno stile che rende massiccia ogni decorazione più che una serialità serrata di interventi per le strade, che passano talvolta in secondo piano rispetto a fabbriche e aree metropolitane dismesse.

Milanesi protagonisti di tale movimento, intesi per la loro rilevanza sul pubblico ampio e non necessariamente addetto ai lavori, sono il pop artist Bros e il poeta di strada ivan Ivan Tresoldi, Abominevole e Ozmo che proposero forse i primi interventi a livello nazionale già nel 1999, Pao ed i suoi panettoni a pinguino, l'illustrarocker TvBoy ora di stanza a Barcellona, Microbo e Bobo130 meno attivi sul territorio ma di certo con una maggiore partecipazione su scala internazionale. Bolognesi doc, nonché particolarmente indicativi rispetto alle esperienze stilistiche e pratiche sopracitate, sono Blu, street artist e video maker ormai di fama mondiale, il collettivo Ericailcane, Dado e Stefy grazie anche alla loro passata esperienza nel mondo del writing nostrano. Verso la fine degli anni 2000, il movimento ha preso strade diverse e si è ormai in parte istituzionalizzato nella relazione con le municipalità in collaborazione con le quali spesso coopera, con musei, gallerie e grandi corporations

Tecniche

Bomboletta spray

La bomboletta spray è un contenitore, in banda stagnata o alluminio, contenente del liquido la cui espulsione avviene grazie ad un gas liquefatto che ha lo scopo di diffondere il contenuto della bomboletta sotto forma di aerosol.

L'invenzione di questo processo, risalente al 1926 si deve al chimico norvegese Erik Rotheim,che ne vendette il brevetto ad una azienda statunitense. Nel 1939 Julian Seth Kahn produsse la prima bomboletta spray.

Una delle prime applicazioni importanti dell'invenzione avvenne durante la seconda guerra mondiale, quando fu approntato uno spray destinato a diffondere l'insetticida contro gli insetti portatori della malaria.

Nel 1949 Edward Seymour introdusse per la prima volta nelle bombolette spray della vernice.

Il principio di funzionamento

Il gas, compresso sino a raggiungere lo stato liquido, nel momento della pressione sulla valvola in materiale plastico tende ad uscire violentemente da un piccolo ugello, trascinando con sé anche la materia prima liquida con cui era stato miscelato. La parte gassosa del composto, solitamente composta da propano, butano o isobutano si dissolve nell'aria separandosi dalla parte liquida.

Inizialmente il gas più usato nelle bombolette era il freon ma, dal 1989, in tutto il mondo è stato messo al bando a causa dei danni causati dallo stesso allo strato di ozono dell'atmosfera.

Le bombolette attuali possono contenere i materiali più diversi, molto comuni sono quelle contenenti profumi, insetticidi, prodotti per la pulizia e vernice. Il fatto che contengano gas sotto pressione ne consigliano l'utilizzo con cautela e anche per quanto riguarda il trasporto sono soggette ai regolamenti relativi al trasporto di merci pericolose ADR.

L'uso della vernice in spray è una delle tecniche preferite dagli artisti dediti al graffitismo.

Al termine del ciclo di vita della bomboletta è utile conferirla alla raccolta differenziata al fine di garantire il riciclo del metallo.


Sticker art


La sticker art, (dall'inglese sticker, adesivo) è una forma di street art in cui il messaggio o l'immagine sono veicolati da un adesivo. È consueto trovare esempi di sticker art in grandi centri urbani in posti molto trafficati.

Gli adesivi possono spesso contenere messaggi politici o sociali, con l'intento di arrivare al maggior pubblico possibile grazie al tappezzamento di vaste zone urbane, promuovendo così una maggiore sensibilizzazione verso un problema. Gli adesivi sono inoltre stati recentemente protagonisti di numerose campagne d'arte d'avanguardia.

Un altro uso degli sticker nell'ambito della street art è quello di contenere la firma dell'artista (tag), in alternativa alla firma con spray o pennarello. Questi adesivi sono spesso caratterizzati da un colore di sfondo uniforme e dalla firma scritta a mano con pennarello. Olivier Doria ha fatto largo uso di adesivi taylor made su misura rappresentanti carte da gioco (blackjack, poker, cinesi e tarocchi)e altri sticker unici.Olivier Doria ha combinato l'uso di adesivi pennarelli vernice e bombolette spray su pannelli di plastica e tela con vari temi di attualita. L'artista ha anche usato stemmi araldici e timbri con il suo cognome che completano il lavoro su pannelli plastificati e tele.


Stencil

Lo stencil è una maschera normografica che permette di riprodurre le stesse forme, simboli o lettere in serie.

Tecnica

La maschera è realizzata tramite il taglio di alcune sezioni della superficie del materiale (ad esempio un foglio di cartoncino) per formare un negativo fisico dell'immagine che si vuole creare. Applicando della vernice o del pigmento sulla maschera, la forma ritagliata verrà impressionata sulla superficie retrostante lo stencil, in quanto il colore passerà solo attraverso le sezioni asportate.

Il principale limite dello stencil è il fatto che non permette la creazione di figure isolate all'interno dell'immagine. L'espediente a cui si deve ricorrere è l'uso di ponti che collegano la figura isolata al resto della maschera.

Ogni stencil permette di creare una forma di un unico colore, quindi per creare immagini a più colori è necessario creare una maschera appositamente realizzata per ogni colore che si vuole utilizzare, applicandole in fasi successive sulla stessa superficie. Questa tecnica di stampa con stencil è chiamata ciclostile.

Utilizzi

La tecnica dello stencil, essendo molto economica e veloce, è largamente usata a scopo industriale e militare per identificare e catalogare oggetti, veicoli ecc. Lo stencil è utilizzato inoltre come decorazione, per esempio per decorare il muro di un'abitazione. Lo stencil è diventato inoltre uno strumento fondamentale della street art, in cui è fondamentale la velocità di esecuzione (essendo spesso questa pratica illegale) e soprattutto la possibilità di riproduzione pressoché illimitata.


Graffiti writing


Il writing, anche detto (secondo alcuni impropriamente) graffitismo, è una manifestazione sociale, culturale e artistica diffusa in tutto il pianeta, basata sull'espressione della propria creatività tramite interventi sul tessuto urbano. Correlata ad essa sono gli atti dello scrivere il proprio nome d'arte (tag) diffondendolo come fosse un logo. Il fenomeno, ricordando la pittura murale (murales - disegni su muro), è da alcuni ad essa accostato, e viene spesso associato ad atti di vandalismo, poiché numerosi adepti utilizzano come supporti espressivi mezzi pubblici o edifici di interesse storico e artistico.

Generalmente, i writer più vicini ad un lavoro di ricerca artistica tendono a esprimersi in campi più protetti, come nelle "hall of fame", spazi a disposizione dei writer in cui dipingere più o meno legalmente (siano questi muri esplicitamente dedicati dalle amministrazioni comunali all'espressione della "spray-can art" - un modo, questo, per cercare di arginare il dilagare del fenomeno nel contesto dei centri storici o di quartieri residenziali - o siano luoghi siti in periferie degradate o di poco interesse o difficilmente raggiungibili in cui, per un tacito accordo con gli organi deputati al controllo dell'ordine pubblico, si lascia ai writer "carta bianca" e una relativa tranquillità per dipingere ). I writer che scelgono di esprimersi per lo più in contesti del genere, attraverso la scelta consapevole e responsabile del supporto per la pittura, si distinguono da quelli che intervengono anche su edifici di interesse storico e artistico.

Ogni writer, qualsiasi sia la sua inclinazione e provenienza, ricerca e studia un'evoluzione personale, per arrivare ad uno stile proprio in modo tale da distinguersi dagli altri ed essere notato maggiormente.

Nel corso degli anni molti artisti hanno comunque maturato nuove tendenze creative per cui, pur mantenendo radici nel graffiti writing, si è riusciti a sconfinare nella tipografia, nel design, nell'abbigliamento, contaminando il tipico stile degli anni '80 con ideali più razionali e vicini alla grafica. Si parla di tendenze artistiche "post-graffiti" in particolare riferendosi alla street art, e di Graffiti Design per le influenze oramai evidenti nelle tecniche pubblicitarie e nella moda. È possibile affermare che molti artisti oramai integrati nel sistema convenzionale del mercato dell'arte, traggono il loro valore da esperienze precedenti spesso formalmente illegali. Non è una novità osservando i risvolti delle avanguardie di primo Novecento, oppure gli happening degli anni Settanta, tuttavia movimenti del genere non avevano mai raggiunto una scala globale. Il confine fra arte e vandalismo e tra fascino e illegalità contiene quindi una vasta gamma di sfumature, e ad illuminare il pubblico, spesso capace di interpretare correttamente gli stilemi ed i concetti proposti, ci hanno pensato artisti e designer ormai di fama internazionale come il tedesco Mirko Daim Reissler, l'inglese Banksy, i francesi 123 Klan, lo spagnolo La Mano, l'olandese Neck, l'italiano Eron, volutamente evitando la scena americana, totalmente diversa da quella europea.

Graffiti writing

L'obiettivo di ogni writer è sia raggiungere una certa fama all'interno della "scena" dei graffiti, sia far conoscere il proprio nome a chiunque; per questo è di fondamentale importanza una certa visibilità delle opere, sia essa ottenuta grazie ad una presenza imponente di tag (firme), bombing (scritte semplici e veloci con contorno e un colore di interno), pezzi (graffiti con lettere evolute e di vari colori) e pezzi monumentali ovvero bianconi o argentoni chiamati anche block (fatti con la tempera o l'argento oltre che nelle strade soprattutto lungo le ferrovie). Oltre alla fama si pone un altro elemento: l'espressione personale. Molto spesso questo bisogno è fine a se stesso, e alla soddisfazione individuale di vedere una propria opera in un contesto urbano , fuori dagli schemi che il sistema impone. La differenza tra atti di vandalismo e il "writing" è da ricercarsi nelle motivazioni che spingono a dipingere. L'intero fenomeno del writing arriva con tale impatto allo spettatore da non poter esser frainteso: basti pensare all'evidenza delle allusioni, spesso politiche e di protesta sociale, di una sua nuova derivazione quale può esser la Stencil-art. Il senso espressivo dovrebbe comunque esser evidente a chiunque: dietro alle forme ed all'evoluzione delle lettere c'è un lungo studio, fatto di bozze preparatorie ed ispirazioni provenienti dall'ambiente che circonda il writer in questione. Ogni persona vive in un determinato ambiente e viene influenzato direttamente e profondamente nel proprio modo di fare e di agire. Lo stesso avviene per colui che opera nella città (come lo fanno i writers e gli street artist) e che ha al contempo una missione personale e universale: esprimersi e farsi conoscere. Di conseguenza ogni nazione e città ha scuole di stili diversi: lo stile tedesco (tendente per lo più al Wild Style newyorkese con lettere sottili e intrecciate o fortemente accostate), lo stile brasiliano, lo stile romano (lettere tondeggianti, tendenti al bomb-style e al Throw up ma più studiato) e via dicendo.

Origini del graffiti writing

Sebbene le sue origini si possono far risalire all'abitudine dei soldati alleati nel corso degli anni quaranta di disegnare lo scarabocchio Kilroy, il writing nasce a Filadelfia nei tardi anni sessanta e si sviluppa in seguito a New York negli anni settanta fino a raggiungere una prima maturità stilistica a metà degli anni ottanta.

Nel 1972-75 appaiono i primi "pezzi", rappresentanti inizialmente una semplice evoluzione delle firme, divenute più grandi, più spesse e con i primi esempi di riempimento e di contorno (outline). Ben presto, anche se un pezzo aveva bisogno di molto spray (due o più bombolette) che avrebbero permesso di fare molte tag, tutti i writer raccolsero la sfida lanciata da Super Kool 223 e cominciarono a fare pezzi. Iniziarono le prime repressioni e le campagne contro il writing. Le carrozze della metro vengono pulite e lavate, si mettono taglie sui Writer, si recintano i depositi della metro (luoghi preferiti per l'azione) e si piazzano pattuglie cinofile lungo le recinzioni. Nonostante ciò tra writer c'era una continua sfida, che portò all'evoluzione ed al miglioramento qualitativo del fenomeno, che prese ad ampliarsi. Alcuni writer inventarono nuovi stili (come loop o nuvole) o perfezionarono quelli già esistenti, aggiungendo sfondi, grazie di provenienza tipografia, personaggi di cartoni animati (puppets) e forme prese dalla segnaletica stradale o dalla logotipia. I pezzi si ingrandirono top-to-bottom wholecar, diventando più elaborati e colorati Wild Style.

Il Wild Style è lo stile più evoluto e complesso: ha come fondamento lettere (come del resto tutti i pezzi) combinate, legate, sviluppate e attaccate tra loro in modo da sembrare delle "macchie" di colore dove (per i neofiti) è difficile ritrovare le lettere di partenza.
Writer in azione a Bucarest.

Nei primi anni ottanta, anche grazie alla realizzazione di Style Wars (documentario sui graffiti della metropolitana newyorchese) e del film Wild Style, il fenomeno graffiti si diffuse su scala mondiale, trovando in Europa un fertile terreno.

Le città europee che meglio recepirono gli input provenienti da New York furono Amsterdam e Parigi, a seguire presero a svilupparsi le scene in Germania, Spagna e Svezia. Una dura repressione rese invece abbastanza taciturna la scena inglese. Dagli anni ottanta ad oggi il fenomeno si è sviluppato grazie alla diffusione di riviste specializzate, video convention e ai frequenti viaggi di molti writer per le città europee e americane.

In Italia, le città maggiormente interessate dai graffiti sono Roma, Napoli, Milano, Pesaro, Bologna, Bari, Firenze, Torino e Ascoli Piceno. Il fenomeno si è sviluppato in due ondate, quella tra il 1986 ed il 1995, fatta di ragazzi che arrivarono a rubare i tappini dei dosatori spray nei supermercati, poi messi fuori commercio e sostituiti da tappi ad incastro "femmina". La seconda ondata arriva fino ad oggi, con il raggiungimento, da parte dei novizi del 1995, di una certa maturità stilistica.

Tra gli artisti americani più noti, attivi a New York, ricordiamo Haring (che venne influenzato, come da sua ammissione, dal pittore africano Lilanga), Angel Ortiz (TAG: LA II) e Paul Kostabi.

Graffiti writing, Aerosol-Art e Graffiti-Logo

Le seguenti definizioni sono state estratte dal saggio "From Streets to Galleries" pubblicato nel 2002. Altri pareri sono tratti dalla conferenza "Il destino delle linee", tenuta da graffiti writer in prima persona nel 2003.

Tutto è partito dal graffiti writing, un fenomeno inizialmente giovanile caratterizzato da incessanti azioni di ragazzi e ragazze decisi a imporre i propri pseudonimi all'interno dei contesti urbani. Con il passare degli anni ha creato un proprio codice linguistico, differenziando le opere realizzate in categorie stilistiche e dando vita ad una fitta rete di connessioni internazionali di appassionati protagonisti.

Sarebbe più esatto comunque associare il fenomeno del writing alla cultura Hip-Hop, che contiene numerosi altri elementi legati a forme di espressività a carattere urbano, e comunque nate in quell'ambiente, quali l'mc-ing, il dj-ing o turntablism, la breakdance.

Le linee portanti della cultura del graffiti writing, che ormai vanta oltre trent'anni di evoluzione e che ha raggiunto ogni angolo del pianeta, sono state esaustivamente trattate nel database del sito graffiti.org: prima risorsa online internazionale sul tema, ad oggi importante punto di riferimento per chi pratica o si vuole avvicinare al fenomeno.

L'Aerosol-Art è stata una delle prime espressioni artistiche accostate al graffiti writing. Si tratta dell'utilizzo della bomboletta spray con applicazioni pittoriche aerografiche simili alle produzioni aerografiche convenzionali. L'Aerosol-Art dapprima ha arricchito di significato le scritte Graffiti connotandole e rendendole appetibili al grande pubblico, e successivamente, ha trovato una propria indipendenza e dignità artistica. Molti Aerosol-Artist sono anche graffiti writer ma sempre più emergono figure che fanno dell'Aerosol-Art sia un punto di partenza che di arrivo. L'Aerosol-Art si configura quindi come una tecnica pittorica aerografica spesso associata alle produzioni graffiti writing.
Un tipico graffito dei sottopassaggi di Pisa

La tendenza Graffiti-Logo si delinea quando alcuni graffiti writer cominciano ad associare il proprio nome ad un'icona che viene riprodotta serialmente sulle superfici di contesti urbani. L'efficacia comunicativa di queste produzioni sulla popolazione estranea al fenomeno è indubbiamente maggiore rispetto ai normali loghi delle produzioni graffiti writing. Questo fenomeno espressivo è stato protagonista delle prime esperienze di "street art" internazionali connotando molti artisti di successo. La prima street artist in Italia ad usare nuove tecniche espressive quali la riproduzione del logo e le pitture monumentali per mezzo di spray e tempere è stata Pea Brain a Bologna all'inizio degli anni novanta, precedendo la "nouvel vague" di street art che sta nascendo da qualche anno a questa parte.

Questo genere di risvolti è nato comunque dalla commistione delle forme iniziali con certe correnti europeiste, principalmente coinvolte nel design, forse anche a causa dei corsi di studi intrapresi da alcuni dei writer più influenti.

Tag e crew

La tag è lo pseudonimo di ogni graffitista, il suo alter-ego. La tag viene scelta dal writer stesso, partendo da giochi di parole sulla propria identità, o semplicemente scegliendo la parola che più lo aggrada.In alcuni casi la tag è seguita da suffissi come "one", "ski","Rock", "em", "er". I primi writer del Bronx usavano unire un numero al nome, come fece John 137 per primo, indicando che il suo numero civico nel quartiere fosse proprio 137. L'elaborazione della tag segue lo stesso percorso stilistico che intraprende un calligrafo nella definizione della sua calligrafia, con l'aggiunta di grazie o svolazzi. Attualmente si è assunta una direzione maggiormente volta alla logotipia ed alla tipografia.
Un esempio di tag

Una crew è un gruppo di amici, necessariamente legati dalla cultura hip-hop, non esclusivamente writer. Sinonimi sono il francesismo "clique", lo slang salentino "ballotta", l'americano "squad", l'inglese "connection". Una crew è basata prima di tutto sulla stima e sul rispetto reciproco che si instaura tra i suoi componenti, spesso amici di vecchia data. Non si è nuovi comunque a raggruppamenti fatti ad hoc, come furono i "TFP" di Cope2: potevano rientrare tra i "The Fantastic Partners" solamente i migliori studenti dell'ambiente newyorchese, che dimostrassero di esser "king", re incontrastati, in materia di writing.

Il nome di una crew viene scelto in base agli interessi del gruppo di amici, generalmente accordandosi sulla precisa connotazione che si vuole dare alla propria, futura,immagine. Molte volte il nome di una crew è un acronimo, che può avere diversi significati, come ad esempio FIA (Fuck It All), FAC (Free Age Crew), PED (Paradiso & Dolce), MDF (Morti De Fame), ARF (A Royal Foundation), TMC (The Minds Criminal Crew) , KD (King Destroyers o Killa Dogz) , FS (Free Style o Fuori Servizio). Esempio invece di "diminutivo" lo troviamo con i VMD (Vimodrone).

La tag corrisponde quindi in tutto ad una firma. Evoluzione della tag è il throw up, disegno stilizzato di facile esecuzione, senza riempimento, grande più o meno 1,5mt x 1,5mt, spesso ripetuto sei o sette volte di seguito sulla stessa superficie. Di dimensioni maggiori il bombing, anche lungo 10 metri, colorato a tinta unita bianco e nero, o argento e nero, di facile esecuzione ripetuto uguale numerose volte su diverse superfici per instaurare una certa presenza territoriale. L'obbiettivo del "bomber" è la fama, far girare vagoni dipinti da lui sulla propria linea in modo che tutto e tutti possano vedere il "pannello", e quindi espandersi fino a classificare tutte le metro o tutti i treni d'Europa.

Queste tre espressioni sono i livelli stilistici più bassi del fenomeno writing, spesso sovraesposti dai media, ma del tutto trascurabili dal punto di vista artistico. Nella comunità è infatti emarginato abbastanza velocemente il writer che non riesce ad esprimersi in forme stilisticamente più valide, e generalmente marcato come "toy". Nelle generazioni successive di writer, questo genere di modalità espressive viene utilizzato da adepti provenienti da diversi movimenti, quali il punk o il metal, che hanno poco in comune con le basi della cultura di partenza, quella hip-hop, che ha come cardini il rispetto dell'operato altrui ed un'adorazione quasi divina per il "king".

La street art

La street art è la definizione comunemente utilizzata per inquadrare tutte le manifestazioni artistiche compiute in spazi pubblici. A differenza del graffiti writing l'artista non vuole imporre il suo nome, ma intende creare un'opera d'arte che si contestualizzi nello spazio che la circonda, creando un impatto e interagendo con un pubblico diversificato, che peraltro non ha scelto di visionare l'opera. Il concetto è facilmente riconducibile all'idea di performance nata negli anni settanta, con l'aggiunta del tentativo di proporre un'opera duratura, che non sia ufficiale né richiesta.

Nonostante una maggiore eterogeneità e differenze sostanziali di tecniche in gioco, la street art ha maturato nel corso degli ultimi anni una connotazione Culturale propria. Le tecniche utilizzate, oltre allo spray, comprendono poster, sticker, stencil, installazioni, performance.

Fra gli artisti italiani più affermati si possono citare Ivan Tresoldi e Bros.

Il post-graffiti

Trattasi di tendenze stilistiche che affondano le radici nella cultura del graffiti writing e della street art e che si manifestano in molteplici discipline, quali Pittura, Scultura, Grafica, Computer grafica, Design, Illustrazione, Moda, Fotografia, Architettura, Videoarte, Calligrafia. La differenza fondamentale fra street art/graffiti writing e tendenze post-graffiti si esplicita nei campi di applicazione delle produzioni dell'Artista. Lo street artist o il graffiti writer crea un'opera che si colloca in spazi pubblici seguendo un percorso creativo strutturato e finalizzato spesso alla notorietà, in concorrenza con artisti che vengono da esperienze comuni e si esprimono con un codice simile al loro; un Artista post-graffiti si cimenta invece in discipline "convenzionali", se non nelle Arti Maggiori, confrontandosi con creativi che non hanno una formazione e impostazione apertamente legata al gusto dei Graffiti o della street art. È comunque evidente come gli stilemi proposti abbiano permeato in maniera quasi subdola qualsiasi produzione rivolta ai giovani, dimostrando la forza d'impatto e la persistenza di questo genere di espressione artistica.

Graffitismo: arte o crimine?

Da quando esistono i graffiti, esiste il quesito: sono arte o crimine? La "scuole di pensiero" si dividono, e se dalla parte di chi li criminalizza è facile annoverare amministrazioni comunali, proprietari di case e negozi che spesso si trovano muri e saracinesche imbrattate da tag, a favore dei graffiti ci sono molti ragazzi. Molti ragazzi infatti riconoscono ai graffiti una funzione di abbellimento di zone urbane che altrimenti risulterebbero grigie e anonime. La pratica è maggiormente condannata invece quando si toccano monumenti e beni pubblici. Ed è proprio per la tutela di questi beni che molti comuni italiani si sono mossi per cercare di arginare il fenomeno dell'imbrattamento. Nel panorama italiano però si levano anche voci contro corrente: non mancano i comuni che hanno aperto le porte ai graffitari, organizzando manifestazioni e cedendo loro spazi per realizzare i loro disegni, che in alcuni casi non possono non essere considerati opere d'arte vere e proprie.
In Argentina la Street art è stata duramente perseguita sotto la dittatura militare durata dal 1976 al 1983, l'apertura del paese inizia con la debacle della guerra delle Falklands, e da allora l'applicazione della legislatura si è allentata concedendo la street art come sistema di espressione del popolo.

Hush-sequenze fotografiche di un suo lavoro-Street Art




“Hush” Prints Now Ready: “Looking West”-Street Art




Hush
United Kingdom
Hush's work has been described as a sensory assault of shape, color, and character. Inspired by the portrayal of the female form in art, the artist builds up and tears down layers of paint and images as he works, "letting the canvas and marks take their own path." The result is an enigmatic synthesis of anime, pop-infused imagery and graffiti that exposes the conflict between power and decay, innocence and sexuality, and the fusion of Eastern and Western culture. Hush continues to evolve his style with this latest batch of pieces, which merges his early anime and pop-art influenced graffiti technique with an exploration of Romanesque iconographic imagery. The new works are bigger, deeper and richer than anything he has produced to date. About the Artist: Hush is stimulated, influenced and driven by his cross cultural experiences. Having originally trained as a graphic designer and illustrator at Newcastle School of Art and Design, his work has taken him across Asia and Europe, whilst simultaneously developing his prominence as a contemporary artist. Hush now resides in the UK painting in his studio daily. EMAIL: mail@studio-hush.com