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martedì 8 giugno 2010

Herb Ritts





Herbert Ritts (Los Angeles, 13 agosto 1952 – Los Angeles, 26 dicembre 2002) è stato un fotografo e regista statunitense.
È stato un fotografo di moda, che si è concentrato soprattutto sulla fotografia in bianco e nero e sul ritratto, ispirandosi allo stile della scultura della Grecia classica. Di conseguenza, alcune delle sue opere più famose sono nudi maschili e femminili nello stile che può essere definito fotografia glamour. Inizialmente non utilizzò mai alcun accorgimento tecnico, nemmeno luci che non fossero quella solare e il suo stile semplice, ed efficace, è stato influenzato da grandi fotografi del passato come Herbert List ed Helmut Newton. È indicato da molti critici d'arte come il miglior fotografo degli ultimi 20 anni


Biografia

Nato a Los Angeles, California da una facoltosa famiglia che tuttora possiede un'azienda di mobilia tra le più rinomate di Los Angeles la Ritts Co., Herb era il più grande dei quattro figli Rory, Gary e Christy. Passò la sua adolescenza tra studi d'arte ed economia e tentativi di sfondare nel mondo del rock. Nel 1974 conseguì la laurea al Bard College a New York e tornò a Los Angeles per lavorare come rappresentante nell'azienda di famiglia. Fu in quel periodo che Herb fece coming out dichiarando alla sua famiglia la propria omosessualità.
In questo periodo cominciò a prendere lezioni di fotografia, seguendo alcuni corsi serali, decidendo di dedicarsi all'arte. La sua prima occasione si presentò nel 1978 quando scattò delle foto all'amico attore Richard Gere durante una gita nel deserto di San Bernardino, Herb e Richard si fermarono in una stazione di servizio per cambiare una ruota forata e mentre Richard sostituiva la ruota Herb scattò delle foto all' attore in jeans e canottiera con le mani sulla nuca e la sigaretta che pendeva dalle labbra. Le foto vennero usate per promuovere il film American Gigolò e riscontrarono successo a livello nazionale grazie alle copertine di molte riviste come Newsweek, Vogue, Esquire e Mademoiselle tanto da procurargli da subito delle commissioni, la prima fu quella di Franco Zeffirelli per ritrarre gli attori di The Champ, successivamente lavorò per Andy Warhol e L'Uomo Vogue. Nel 1979 la rivista Mademoiselle si affidò a Herb Ritts per fotografare la giovane attrice Brooke Shields, le foto furono talmente belle che una di quelle apparve sulla copertina di Elle l'anno successivo. Il modello Matt Collins lo presentò a Bruce Weber i due diventarono subito amici. Franca Sozzani allora direttrice di Vogue Italia prese Herb sotto la sua ala e lo fece lavorare per la sua rivista insieme a una nuova generazione di giovani talenti come Steven Meisel, Bruce Weber e Peter Lindbergh.
Durante tutti gli anni ottanta e novanta riusci a imporsi definitivamente sulla scena mondiale creando un nuovo glamour femminile e per la prima volta uno tutto maschile presentando uomini palestrati in pose plastiche che si ispiravano alla scultura della Grecia classica, questo era esattamente quello che cercava il fashion italiano in quel periodo nel momento in cui il glamour esclusivamente femminile si stava estendendo anche all'uomo. Questa novità ha fatto la fortuna di stilisti come Gianni Versace e Giorgio Armani e portò Herb nell'olimpo della moda e della fotografia, il suo stile diventò ricercatissimo e li permise di lavorare per le più importanti riviste tra cui Elle, TIME, Harper's Bazaar, Rolling Stone, Allure, GQ, Vanity Fair, Interview, The Face, Vogue, Max e Glamour, ritrarre personaggi famosi e modelli e allestire le campagne pubblicitarie di Giorgio Armani, Gianni Versace, Elizabeth Arden, Guess?, CoverGirl, Lexmark, NEC, Cartier, Donna Karan, Maybelline, Acura, Guy Laroche, Häagen-Dazs, Vittel, Calvin Klein, Lacoste, Pirelli, Chanel, Escada, Gianfranco Ferrè, Revlon, Rochas, Brut, Estée Lauder, Levi's, Ralph Lauren, TAG Heuer, Victoria's Secret, The GAP, Lancôme e Valentino. Alcuni soggetti tra le celebrità da lui ritratte in bianco e nero includono Kofi Annan, Ronald Reagan, Nelson Mandela, Paul Walker, Julia Roberts, George Clooney, Tom Cruise, Elton John, Isabella Rossellini, Tenzin Gyatso (il Dalai Lama), Monica Lewinsky, Brad Pitt, Antonio Rossi, Nicole Kidman, David Coulthard, Michelle Pfeiffer, Helmut Newton, Jack Nicholson, Enrique Iglesias, Dustin Hoffman, Mel Gibson, Tina Turner, Antonio Banderas, Mick Jagger, Clint Eastwood, Ewan McGregor, Michael Bergin, Michael Jordan, Sinead O'Connor ed Elizabeth Taylor.
Nel 1981, Ritts realizza le foto per l'album Physical di Olivia Newton-John, successivamente nel 1983 lavora nelle trup dei film Two of a Kind e Flashdance. Nel 1984 fotografa il cantante degli Eagles Don Henley per il suo secondo album solista Building the Perfect Beast e incomincia la sua lunga collaborazione con Madonna scattando le fotografie per il film Cercasi Susan disperatamente. Nel 1986 scatta alcune tra le più importanti fotografie della carriera di Madonna, tra cui la celebre immagine usata per la copertina dell'album True Blue. Nel 1988 fotografa Steve Winwood per l'album Roll With It. Nel 1989 invece fotografa Belinda Carlisle per l'album Runaway Horses. Dal 1996 al 1997 alcuni suoi lavori furono esposti al Museum of Fine Arts di Boston attirando più di 253.000 persone.
Nel 1989 firma inoltre il video Cherish di Madonna. Nel luglio 1988 e nell'ottobre 1998 fotografò Cindy Crawford per Playboy, fu lui insieme a Gianni Versace a trasformare le modelle di quel tempo Naomi Campbell, Linda Evangelista, Tatjana Patitz, Claudia Schiffer, Stephanie Seymour, Christy Turlington, Helena Christensen, Kate Moss e Gisele Bündchen in dive e icone di bellezza. Fu il fotografo del prestigioso Calendario Pirelli nel 1994 e nel 1999. Nella seconda metà degli anni '80 incominciò la sua carriera di regista con uno spot per l'Absolut Vodka. Herb Ritts ha diretto molti video e pubblicità di risonanza mondiale. Nel 1991 due di questi, "Wicked Game" di Chris Isaak e "Love Will Never Do (Without You)" di Janet Jackson, vinsero gli MTV Video Music Awards. Diresse nello stesso anno il video del singolo di Michael Jackson "In the Closet", a cui partecipò anche la top model Naomi Campbell. Da menzionare anche le celebri pubblicità dei profumi "Acqua di Gio" di Giorgio Armani e di "Escape" di Calvin Klein e i video di "Don't Let Me Be the Last to Know" di Britney Spears e "Ain't It Funny" di Jennifer Lopez, poco prima della sua morte.
Nel 1995 dirige per Janet Jackson Design of a decade 1986/1996 e recita nel film L'isola dell'ingiustizia - Alcatraznel ruolo di Mike Kelly. Nel 1993 apparve nel programma Intimate Portrait:Cindy Crawford, mentre nel 1997 fu invitato a Behind the Music. Incominciò ad apparire in televisione con più frequenza negli ultimi anni della sua vita, nel 2001 fu ospite a The Ellen Show e apparve in Diary e nel 2002 in MTV Making the Video.
Dopo la lunga ascesa, al culmine della carriera, muore nel UCLA Medical Center a Los Angeles alle 8:55, per complicazioni derivate da una polmonite, probabilmente legata all'AIDS (circostanza peraltro smentita dai familiari), la rivista The Advocate citando fonti vicine all'artista rivelò che la salute di Herb era precaria ormai da tempo. Ha lasciato il suo compagno e socio d'affari, Erik Hyman, la madre Shirley e una sorella Christy che lo hanno assistito fino all'ultimo.
Le sue ultime foto sono state scattate a metà dicembre all'attore Ben Affleck e pubblicate su Vanity Fair e a Justin Timberlake per Rolling Stone nel 2003.
Videografia

"Quarttro" - Parco (1988)
"Cherish" - Madonna (1989)
"Femme", "Globe" - Rochas (1990)
"Rouge Absolut" - Lancôme (1990)
"Love Will Never Do (Without You)" - Janet Jackson (1990)
"Wicked Game" (version 2) - Chris Isaak (1991)
"Water Sky", "Horse", "Pool", "Sailboat" - Calvin Klein Escape (1991)
"In the Closet" - Michael Jackson (1992)
"Wind", "Earth", "Water", "Movement", "Light", "Shorts", "Wave", "Parachute", "Fire", "Premiere", "Sunny Beach", "Collage", "Co-op Land", "Co-op All Star" - Levi's Loose Fit Jeans (1992)
"Flag", "Stone Wheel", "Red Stripes", "Poles", "Pyramids", "Climbers", "Fort Window", "Big Ball", "Nadege's Shorts", "Winter Shorts", "Loose Fit Ninety" - Levi's Loose Fit Jeans (1992)
"Grey", "Green", "Tan", "Brown", "Blue", "Black", "Green Shorts", "Tan Shorts", "Blue Shorts" - Levi's Dockers (1992)
"Café - Women", "Cafe - Men's" - Guess Perfume (1992)
"Marky Mark" - Calvin Klein (1992)
"Charlie" - Revlon (1992)
"Aquatonic A" - Brut (1993)
"Horizon" - Guy Laroche (1993)
"Seasons", "Earth" - Paul Mitchell (1993)
"Living Sculpture" - Vittel Water (1993)
"NSX - Handmade", "Comfort", "Quality", "Premium" - Acura (1993)
"Lighten Up" - Revlon Flex (1994)
"Kiss Proof" - Revlon (1994)
"Defy It" - Revlon (1994)
"DKNY Men" - Donna Karan (1994)
"Allure" - Chanel (1994)
"Desert" - Paul Mitchell (1994)
"Please Come Home For Christmas" - Jon Bon Jovi (1994)
"Pasha" - Cartier (1994)
"Shall We" - Häagen-Dazs (1995)
"Black Pearls" - Elizabeth Arden (1995)
"True Advance" - CoverGirl (1995)
"Won’t Fade Away" - Revlon (1996)
"Let it Flow" - Toni Braxton (1996)
"The Most Perfect Bra" - Victoria's Secret (1996)
"That's The Ultimate" - Revlon Ultima (1997)
"Angels" - Victoria's Secret (1997)
"Liquid Sexy" - Revlon (1997)
"Acqua di Gio" - Giorgio Armani (1998)
"Allure" - Chanel (1998)
"White Pearls" - Elizabeth Arden (1998)
"My All" - Mariah Carey (1998)
"Beauty is as Beauty Does", "Wisdom" - Revlon Ultima II (1998)
"Wake-Up" - Revlon (1998)
"Triple Volume" - Maybelline (1999)
"Man and Woman" - Eau De Rochas (1999)
"Vidal", "Follower vs. Leader", "Standard Vs. State of the Arts", "Art vs. Science" - Vidal Sassoon (1999)
"Baby Did A Bad, Bad Thing" - Chris Isaak (1999)
"Z Series Printers" - Lexmark (1999)
"Looks That Last" - Revlon (1999)
"Mascara Love" - Maybelline (1999)
"Telling Stories" - Tracy Chapman (2000)
"White Diamonds" - Elizabeth Arden (2000)
"Full 'n' Soft" - Maybelline (2001)
"Advance Night Repair" - Estée Lauder (2001)
"Don't Let Me Be the Last to Know" - Britney Spears (2001)
"Ain't It Funny" (version 1) - Jennifer Lopez (2001)
"United for America" Public Service Announcement - Elizabeth Taylor (2001)
"Gone" - *N Sync (2001)
"Choices" - Revlon (2001)
"Wet Shine Nails" - Maybelline (2001)
"New Angels" - Victoria's Secret (2002)
"Sexy Support" - Victoria's Secret (2002)
"Underneath Your Clothes" - Shakira (2002)
"Beautiful", "Pleasures", "Intense" - Estée Lauder (2002)
"Cinema" - Elizabeth Arden/House of Taylor (2002)
"Forever Elizabeth" - Elizabeth Arden (2002)

Bibliografia

Herb Ritts, Fondation Cartier Pour L'art Contemporain, 1999 (ISBN 0-500-97489-6)
Work, Little, Brown and Company/Bulfinch Press, 1996 (ISBN 2-909450-36-8)
Africa, Little, Brown and Company/Bulfinch Press, 1994 (ISBN 0-8212-2121-3)
Notorious, Little, Brown and Company/Bulfinch Press, 1992 (ISBN 0-8212-1911-1)
Duo, Twin Palms Publishers, 1991 (ISBN 0-944092-17-9)
Men/Women, Twin Palms Publishers, 1989 (ISBN 0-944092-11-X)
Pictures, Twin Palms Publishers, 1988 (ISBN 0-944092-01-2)

Voci correlate

Bob Paris
Herbert List
Nudo maschile in fotografia

martedì 1 giugno 2010

Alfred Stieglitz


















































Biografia



Stieglitz viene al mondo a Hoboken vicino a New York nel bel mezzo della guerra civile americana in una famiglia benestante ebrea di origine tedesca molto ben inserita nella società americana. Fu uno dei principali fautori della separazione della fotografia dal semplice ambito del reportage, inaugurando la stagione ancora oggi feconda della fotografia artistica. Si trasferisce nel 1871 con la famiglia a New York in una grande casa prospiciente Central Park, dove il giovane Alfred inizia i primi studi tecnici Nel 1882 il padre vende la propria impresa e ritorna in Germania con la famiglia. Alfred Studia ingegneria meccanica all'Università di Berlino e inizia a scattare le sue prime fotografie in giro per l'Europa non ancora ventenne. Egli considerò sempre questi anni giovanili come i suoi migliori e i più determinanti per la scoperta della fotografia. Nel 1884 vince il primo premio al concorso indetto dalla rivista londinese Amateur Potographer. Nel 1890 rientra a New York dove crea con altri soci la Photochrome Engraving Company, una stamperia di fotoincisione e stampa il giornale American Amateur Photographer(1893-1896. Nel 1897 fonda un altro giornale: Camera Notes organo del Camera club di New York, dove espone per la prima volta nel 1899. Nel 1902 forma il gruppo dei Foto Secessionisti e apre le prime sue gallerie, dove espongono fotografi fortemente influenzati dai pittorialisti europei e l'anno dopo fonda e dirige una nuova rivista: Camera Work (usciranno numeri fino al 1917).Nel 1905 apre insieme al fotografo Steichen la galleria 291 di Fifth Avenue (New York) che chiuderà 12 anni più tardi. Dopo la chiusura della 291 e l'ultimo numero di Camera Work, Stieglitz apre altri due spazi: la Intimate Gallery nel 1925 e la An American Place nel 1929. In questi spazi ospiterà fino alla sua morte avvenuta nel 1946, qualsiasi forma d'arte: dalla scultura alla grafica. Stieglitz è una figura fondamentale per la fotografia mondiale e per l'arte americana perché grazie alle sue attività editoriali e alle numerose gallerie dirette è stato un punto di contatto tra gli artisti del nuovo continente e quelli europei e un ottimo divulgatore per il grande pubblico a cui ha raccontato, con grande efficacia, il movimento delle avanguardie artistiche. Nel 1924 sposa la pittrice Georgia O'Keeffe. Nel 1937 scatta le sue ultime fotografie. Muore nel 1946 nella sua New York

Bibliografia

American Pictorial Photography: Series I (1899) Series II (1901)
History of an American: Alfred Stieglitz, 291 and after (1944)
Stieglitz Memorial Portofolio 1864-1946, (1947)

mercoledì 21 aprile 2010

FULVIO ROITER-fotografo


FULVIO ROITER - biografia

Fulvio Roiter nasce a Meolo (Venezia) nel 1926.
Inizia a fotografare a vent’anni; nel 1949 aderisce al circolo fotografico La Gondola di Venezia. Insieme con Paolo Monti, a cui è legato da intensa amicizia, scopre gli autori stranieri del gruppo Fotoform e le opere di Hans Hammarskjöld.
Nel febbraio 1953, parte per il suo primo viaggio fotografico, il primo di una lunghissima serie, in Sicilia. La pubblicazione su "Camera", nel gennaio 1954, di alcune fotografie siciliane segna il suo debutto sulla scena internazionale. Ha incarico dalla Guilde du Livre di Losanna di realizzare un libro sull’Umbria di San Francesco. Qui, ai primi di gennaio del 1954, nell’arco di poche ore scatta quattro tra le fotografie più famose della sua intera carriera. Ombrie. Terre de saint-François vincerà il premio Nadar nel 1956.
Fulvio Roiter - Sardegna. Pastore sul Gennargentu, 1955
Sardegna. Pastore sul Gennargentu, 1955

Fulvio Roiter - Tunisia. Sidi Bou Said, 1971
Tunisia. Sidi Bou Said, 1971




Nella primavera del 1955 compie, in Mosquito, il periplo della Sardegna e, poche settimane più tardi, il primo viaggio in Andalusia, dove tornerà anche l’anno seguente.
Nella primavera del 1959 parte per il primo viaggio in Brasile, dove resta nove mesi e dove, tra il 1960 e il 1962, tornerà molte volte.
Nell’inverno del 1959 lavora in Belgio; conosce la fotografa Lou Embo, che sposerà pochi mesi più tardi.
Bruges, uno dei suoi libri più intensi, apparirà nel 1963 per i tipi de L’Arcade.
Tra il 1962 e il 1964 fotografa a più riprese in Portogallo: a Nazarè, un villaggio di pescatori vicino Lisbona; in Algarve, nel Sud; a Madeira. Inizia a collaborare con Atlantis Verlag, con cui realizza innumerevoli libri negli anni Settanta.
Viaggia, instancabilmente, in Persia, nel 1964, in Turchia, 1965, in Messico, 1966, in Libano, 1967, in Spagna, 1969, in Irlanda, 1970, in Louisiana e in Tunisia nel 1971.
Tra il 1972 e il 1974, scopre l’Africa equatoriale, con una serie di viaggi in Costa d’Avorio, dove realizza tra l’altro un celebre reportage in un villaggio Senufo; nello Zaire, dove fotografa le danze rituali dei Watussi e i pigmei del monte Hoyo; e in Niger, ad Agades, la porta del deserto. Da questi viaggi hanno origine i suoi celeberrimi libri fotografici: ad oggi, oltre sessanta i più importanti.

SEBASTIAO SALGADO-Fotografo


Sebastião Salgado (Aimorés, 8 febbraio 1944) è un fotografo brasiliano, che attualmente vive a Parigi.
Vita e opere

Dopo una formazione universitaria di economista e statistico decide, in seguito ad una missione in Africa, di diventare fotografo. Nel 1973 realizza un reportage sulla siccità del Sahel, seguito da uno sulle condizioni di vita dei lavoratori immigrati in Europa. Nel 1974 entra nell'agenzia Sygma e documenta la rivoluzione in Portogallo e la guerra coloniale in Angola e in Mozambico. Nel 1975 entra a far parte dell'agenzia Gamma ed in seguito, nel 1979, della celebre cooperativa di fotografi Magnum Photos. Nel 1994 lascia la Magnum per creare, insieme a Lelia Wanick Salgado, Amazonas Images, una struttura autonoma completamente dedicata al suo lavoro. Salgado si occupa soprattutto di reportage di impianto umanitario e sociale, consacrando mesi, se non addirittura anni, a sviluppare e approfondire tematiche di ampio respiro.

A titolo di esempio, possiamo citare i lunghi viaggi che, per sei anni, lo portano in America Latina per documentarsi sulla vita delle campagne. Questo lavoro ha dato vita al libro Other Americas.

Durante i sei anni successivi Salgado concepisce e realizza un progetto sul lavoro nei settori di base della produzione. Il risultato è La mano dell’uomo, una pubblicazione monumentale di 400 pagine, uscita nel 1993, tradotta in sette lingue e accompagnata da una mostra presentata finora in oltre sessanta musei e luoghi espositivi di tutto il mondo.

Dal 1993 al 1999 Salgado lavora sul tema delle migrazioni umane. I suoi reportages sono pubblicati, con regolarità, da molte riviste internazionali. Oggi, questo lavoro è presentato nei volumi In Cammino e Ritratti di bambini in cammino, due opere che accompagnano la mostra omonima edite in Italia da Contrasto.


Stile

Con studi di economia alle spalle, Salgado approda tardi nel mondo della fotografia, occupandovi subito una posizione di primo rango. Le sue opere si ispirano a quelle dei maestri europei, filtrate però dall’eredità culturale sudamericana. Esse attirano l’attenzione su tematiche scottanti, come i diritti dei lavoratori, la povertà e gli effetti distruttivi dell’economia di mercato nei Paesi in via di sviluppo. Una delle sue raccolte più famosa è ambientata nella miniera d’oro della Serra Pelada, in Brasile, e documenta un abuso dei diritti umani senza precedenti dai tempi delle grandi piramidi egiziane. Migliaia di persone sono ritratte mentre si arrampicano fuori da un’enorme cava su primitive scale a pioli, costretti a caricare sacchi di fango che potrebbero contenere tracce d’oro.

Salgado scatta nel modo tradizionale, usando pellicola fotografica in bianco e nero e una fotocamera standard da 35 mm: strumenti portatili e poco ingombranti. È nota la sua preferenza per le macchine Leica, in virtù della qualità delle loro lenti: le immagini di Salgado possono essere riprodotte in grandi formati senza perdere impatto né nitidezza dei dettagli. Particolarmente attento alla resa dei toni della stampa finale, Salgado applica uno sbiancante con un pennello per ridurre le ombre troppo intense.

lunedì 19 aprile 2010

Maestri della fotografia,Mimmo Jodice

Mimmo Jodice è uno dei maggiori fotografi italiani contemporanei. Nato a Napoli nel 1934, Jodice ha iniziato a lavorare con la fotografia negli anni Sessanta. Dopo le prime sperimentazioni che indagavano le numerose possibilità espressive della fotografia, la sua attenzione si rivolse soprattutto alla realtà di Napoli nei suoi aspetti sociali, storici e paesaggistici. Con le "Vedute di Napoli" del 1980 ha inizio un profondo rinnovamento del suo linguaggio espressivo. Alla fine degli anni Ottanta Jodice inizia una serie di lavori sul mito del Mediterraneo, che saranno poi raccolti nel libro Mediterraneo, edito da Aperture ( New York) nel 1995. Tra le ultime opere ci sono quelle delle serie: "Eden" del 1998, "Il Reale Albergo dei Poveri" (1999-2000) e "Isolario Mediterraneo" (1999-2000)."Eden" offre una visione di Napoli come paradiso terrestre "che - come scrive Germano Celant - continua a sopravvivere tra positivo e negativo, tra dolcezza e violenza, tra bene e male. Tale metafora del mondo è un giardino lussureggiante, punto di comunicazione tra cielo e terra, abitato da ogni specie di cose e di prodotti, che alimentano la vita ". Nel 1999 con "Isolario Mediterraneo Jodice affronta un viaggio verso le isole del Mediterraneo che, come egli stesso ha scritto: "parte dalla distesa infinita del mare per condurci alla dimensione infinita dell'isolamento".